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Le discipline del paracadutismo.
Attualmente il tempo di caduta libera varia dai 40 ai 60 secondi. E' in questa fase che si divide il mondo dei paracadutisti contemporanei, nella scelta cioé di differenti discipline con differenti modi di "volare": vediamo le più praticate e le più conosciute.
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RELATIVE WORK.
Una delle specialità più
tecniche del paracadutismo contemporaneo é sicuramente il lavoro relativo,
solitamente indicato con l' acronimo americano rw. E'
una disciplina di gruppo che può essere praticata agonisticamente da squadre
composte da 4, 8 o 16 elementi. Essa consiste nell'esecuzione in caduta libera di
figure prestabilite in un determinato tempo: il punteggio é dato dal numero
di figure correttamente eseguite. Le doti fondamentali che questa specialità
richiede sono una notevole capacità di concentrazione e un forte senso di
squadra. Nel lavoro relativo a 4 e 8 elementi il palmares più nutrito
é di proprietà statunitense. Il miglior risultato italiano é
il 3° posto mondiale conseguito nel 1991 dagli Outcast di Alfio Fontana. Formule
agonistiche a parte, il lavoro relativo può essere praticato da un minimo di
due persone sino ad arrivare alle cosiddette"grandi formazioni": il nuovo record del
mondo stabilito nel 2004 in Thailandia è di ben 357 persone unite in un unica
formazione. Il nostro primato nazionale ufficialmente riconosciuto si ferma a quota 48,
nonostante precedenti esperimenti abbiano provato superiori capacità.
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FREE FLY.
questa specialità si basa sul
concetto volo verticale. Il free-fly consiste nel volare in caduta libera in diverse posizioni
"verticali" con velocità che variano dai 200 ai 500 Km all'ora. Così come per il
lavoro relativo, è indispensabile raggiungere
un buon livello di controllo in tutte le posizioni di volo. Per intenderci non basta saper
stare in piedi (stand-up) o a testa in giù (head-down), ma è necessario saper
avanzare, frenare, entrare in una formazione, stare fermi, ecc. E se questo requisito
minimo è indispensabile per il lavoro relativo, lo è ancora di più per
il free-fly, per garantire un adeguato livello di sicurezza. Fino a qualche anno indietro,
la mancanza di tecnica e di validi istruttori in questa nuova disciplina ha comportato da
parte di molti improvvisazioni che, talvolta, hanno portato anche ad incidenti e comunque
hanno prolungato i tempi di apprendimento. Non solo, anche tra le persone che attualmente
praticano il free-fly, si evidenziano numerose carenze su alcuni concetti e meccanismi
di questo volo, con la conseguenza di rendere difficile la crescita; si arriva per così
dire ad un punto morto, nel quale non si è più in grado di progredire, in
quanto mancano alcuni tra i più importanti fondamenti base della specialità,
limitando le infinite possibilità di questo tipo di caduta libera. Il sistema d
idattico proposto dalla nostra scuola prevede alcuni livelli di aprendimento con realtivi
test che, se superati, permettono il passaggio a quello successivo. La didattica è
supportata da materiale video con la spiegazione di tutte le posizioni corrette nonché
dei test di livello, da un manuale dove sono descritti i test, le posizioni e le norme di
sicurezza. Alla fine del vostro percorso educativo sarete bravi free-flyers, ma non dimenticate
che, per divertirvi, basta incominciare.
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SKYSURF.
Questa disciplina è
considerata tra le più spettacolari ed emozionanti specialità
del paracadutismo sportivo. Con l'ausilio di una particolare tavola fissata ai piedi del
paracadutista, si possono eseguire movimenti tridimensionali in
caduta libera. La velocità di discesa è di circa 200 Km/h. Sfruttando
il flusso d'aria e il surf come punto d'appoggio, le figure possibili sono infinite
e il divertimento è assicurato. La tavola è costruita con materiale
leggero ma molto resistente. Le dimensioni variano in base
alle capacità di controllo del paracadutista e al rapporto superficie/altezza
(mediamente 130/150 cm). Gli attacchi sono un misto tra windsurf e cinghie
autobloccanti, comunque dotate di un sistema per lo sgancio rapido
in caso di perdita di controllo, emergenza e, ovviamente, per l'atterraggio.Nella
pratica agonistica il team è formato da uno skysurfer un cameraflyer. La
competizione prevede alcuni movimenti prestabiliti e obbligatori da eseguire, ma
è ben valutato dai giudici di gara il lavoro di coppia e la creatività
del team. L'approccio a questa disciplina deve essere fatto per gradi con la dovuta
cautela e preparazione tecnica, sotto l' occhio vigile di un esperto onde evitare
errori di valutazione nel profilo tecnico di volo, procedure di emergenza, efficienza
degli attacchi, ripiegamento, ecc.
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ATMONAUTI.
è una tecnica di volo umano a corpo
libero che consiste nel volare in diagonale con un determinato rapporto tra angolo e velocità
di traiettoria del corpo. Grazie a tale angolo si ottiene un flusso che permette portanza
ed un preciso controllo del volo (da qui il concetto di navigazione). La tecnica Atmonauti
permette di sincronizzare con estrema precisione differenti velocità e traiettorie
di due o più persone, al fine di volare in formazione allo stesso livello e con il
medesimo angolo, potendo così eseguire diversi tipi di giochi aerei quali free-style,
formazioni di volo tridimensionali con prese o manovre acrobatiche di free-fly. Tutto
ciò in pratica non viene eseguito nella normale traiettoria verticale della forza
di gravità, ma con l'atmonauta che crea la propria traiettoria diagonale;
grazie a questa tecnica si regolano con precisione tutti i parametri divenendo un vero e
proprio "pilota di volo" del proprio corpo. In continuo sviluppo ed evoluzione il
volo Atmonauti segna un altro importante traguardo quando Gigliola Borgnis, nel 2001,
scopre la possibilità di volare nella traiettoria angolata con i piedi in avanti
anzichè con la testa, compiendo di fatto qualcosa che fino ad allora era considerato
impossibile! Un ulteriore rivoluzione che conferma e amplia le potenzialità
dell'Atmonauta Fly.
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SWOOPING.
è la nuova
gettonatissima disciplina del paracadutismo. A differenza delle altre
viste fin ora che interessavano la caduta libera, lo swooping è
l'arte di pilotare con precisione e accuratezza un paracadute ad alte
prestazioni. Per anni questa disciplina, conosciuta come Blade Runner,
si è esercitata principalmente lungo i pendii di montagne innevate.
Recentemente, con lo sviluppo e la larga diffusione delle vele ad alte
prestazioni, si è cominciato a sperimentare questa disciplina su
stagni, laghi e spiagge. Molte sono le prove a cui competitori si sottopongono:
dalla precisione in atterraggio, alla distanza percorsa con la planata,
alla velocità terminale. Il grande merito dello swooping
(chiamato anche canopy piloting) è di offrire uno spettacolo che tutti
possono vedere dal vivo, a differenza di quanto invece succede con le altre
specialità (in caduta libera) non direttamente fruibili dal pubblico
spettatore. Non ultimo la possibilità di saltare a quote più
basse con minori costi e di rivatalizzare quel parco di mezzi aerei caduto
oramai in disuso. Nel 2005 si è disputato il primo campionato italiano.
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WING SUIT.
lo sviluppo di questa
tecnica di volo si deve in larga misura ad uno dei miti del paracadutismo:
Patrick De Gayardon. Il pioniere francese del volo umano disse un giorno:
"la tuta alare introduce nella dimensione prevalentemente verticale del
volo in caduta libera una più forte e sensibile tendenzaal movimento
orizzontale". Oggi la tuta alare vive ancora in un limbo sperimentale: non
esiste nessuna competizione ufficialmente riconosciuta; tuttavia sale agli
onori delle cronache per record ed eventi mediatici. particolarità
di questa tuta è di essere costituita da due strati di tessuto
sovrapposti e cassonati che si gonfiano irrigidendosi per la pressione
dell'aria. Perciò si genera portanza, quella forza fisica che permette
ad un corpo aerodinamico di sostenersi in aria. Il tempo di caduta libera, se
paragonato a quello di un paracadutista tradizionale, è circa il doppio
e le distanze che si possono coprire sono impensabili con le tecniche di lancio
tradizionali. Chi usa la wingsuit, spesso si dota anche di gps portatile, utile
per vedere gli spostamenti in volo rispetto al terreno e studiare a terra i propri
progressi didattici.
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